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Relitto del Molo Sud (VE)

Dalle miniere al fondo del mare

Sono in corso i lavori per la realizzazione del cosiddetto Sistema MOSE, quando - nei pressi della parte finale del molo foraneo di Malamocco - viene intercettato il relitto di questa nave. Un brigantino affondato negli anni ’60-’70 dell’Ottocento.

L’imbarcazione trasportava certamente carboncoke. Siamo ancora, d’altronde, negli anni in cui il combustibile fossile – bell’e pronto all’uso – muoveva e riscaldava il mondo.

Straordinario si presenta anche il recupero del relitto, del resto. Infatti, per riportarlo in superficie è necessario un intervento subacqueo molto complicato. Intervento cui la Cooperativa Groma somma un rilievo di massima precisione, operato sul campo, congiungendo la fotogrammetria digitale alle riprese con laser scanner 3D.

Il risultato dell’operazione in situ consente il confronto finale, in laboratorio, con la posizione degli elementi disgiunti, rilevati invece con il braccio di alta precisione Faro-Arm.

Circa 190 reperti lignei, di varie dimensioni e forme, vengono sottoposti a rilievo metrico di dettaglio e fotografati. Si passa quindi alla modellazione tridimensionale di ciascun pezzo. Poi, la realizzazione dell’ortocarta dei prospetti e della planimetria.

Grazie a queste tecniche e azioni gli archeologi navali possono, in fine, effettuare una ricostruzione virtuale del relitto, unendo gli elementi sporadici rinvenuti sul fondo ai resti dello scafo recuperato. Risulta quindi possibile anche una sua attribuzione tipologica.

Note
Staff tecnico: Società Cooperativa Groma
Committente: Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova
Direzione scientifica: Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Veneto

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