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Relitto della Rocchetta (VE)

Ridisegnando uno scafo

Questo relitto si può presumibilmente identificare con una fregata, di nazionalità ignota. La nave naufragò all’interno della fuosa portuale di Malamocco, nella seconda metà dell’800.

I resti della nave sarebbero probabilmente rimasti sconosciuti (o quanto meno non studiati), se alcune loro parti non fossero venute casualmente in superficie durante gli interventi di protezione dei fondali.

A tali operazioni di tutela, previste anche in questa zona lagunare dalle opere di regolazione dei flussi di marea del cosiddetto Sistema MOSE, Groma partecipa almeno in tre fasi differenti.

Sul fondo, in piena bocca portuale, vengono identificati due tronconi dell’imbarcazione (prua e poppa). Entrambi, dopo essere stati recuperati, sono rilevati alla luce del sole con la tecnica mista: fotogrammetria e laser scanner 3D.

Anche in questo caso – d’altronde - si recuperano numerosi elementi sporadici e dispersi nella zona. Frammenti lignei rilevati in laboratorio, poi, con il braccio di precisione Faro-Arm.

La nota interessante è che - a seguito di tutte queste particolari operazioni di rilievo - gli archeologi navali possono infine elaborare una ricostruzione virtuale di alcune linee dello scafo. Un apporto scientifico che dà valore aggiunto alla storia di questa nave.

Note
Staff tecnico: Società Cooperativa Groma
Committente: Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova
Direzione scientifica: Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Veneto

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