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Relitto dei Cannoni (VE)

L’ammiraglia ‘armata fino ai denti’

Immaginiamo d’essere all’inizio del XIII secolo. Appena fuori dal porto di Malamocco (o Bocca di Porto di Malamocco, come chiamano i Veneziani l’accesso centrale alla Laguna, a sud del Lido e a nord di Chioggia), un vascello di primo rango affonda col suo enorme carico d’equipaggio e di cannoni. Si tratta, molto probabilmente, della grande nave denominata Croce Rossa.

Stacco temporale (o ‘buio in sala’, volendo usare metafore cinematografiche): ora ci ritroviamo nel 2005. Lo staff tecnico della Società Cooperativa Groma è chiamato a intervenire in quella stessa area lagunare, nel delicato punto in cui oggi il cosiddetto Canale dei Petroli comunica con Porto Marghera. Infatti, in quello spazio d’acqua - durante le ricognizioni per l’attuazione del progetto Mose e la creazione d’una diga in mare aperto - sono riaffiorati diversi e importanti reperti: dotazioni di bordo, ma anche molti oggetti di vita quotidiana.

Così la storia della Croce Rossa torna in superficie. Sicché il Magistrato alle Acque, attraverso il Consorzio Venezia Nuova, decide d’avviare lo scavo. Naturalmente, sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza.

Prende dunque avvio un’opera di scavo e di rilievo. Intervento che per Groma rappresenta un interessante caso d’approccio sperimentale, in quanto si decide di realizzare una stereofotogrammetria del relitto (lungo 40 metri e largo più di 10), previo montaggio - al di sopra dello scafo - della quadrettatura di riferimento.

Note
Staff tecnico: Società Cooperativa Groma
Committente: Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova
Direzione scientifica: Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Veneto

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